La Casa di Accoglienza alla Vita di Belgioioso compie 40 anni.

A FESTEGGIARE QUESTO TRAGUARDO CI SIAMO ANCHE NOI

La Casa di Accoglienza alla Vita quest’anno compie 40 anni. Un traguardo che merita una breve analisi di bilancio.

Si può con certezza sostenere che attraverso molte fatiche la Casa ha saputo mantenere solidi i pilastri con i quali è stata fondata: la fede, l’accoglienza di situazioni di disagio, la difesa della vita e il volontariato.

Don Leo ha sempre trasmesso che la carità nasce e si fortifica dentro un cuore credente. Oggi la Casa offre ai suoi operatori l’opportunità di incontri spirituali, la Santa Messa settimanale e poi da qualche anno si sta formando un gruppo di preghiera per i sacerdoti della diocesi.

Insieme a tutti gli enti, associazioni e persone a cominciare dal Movimento per la Vita e dal CAV di Pavia in questi ultimi 40 anni di vita si è sempre fatta promotrice della cultura della vita, accogliendo ragazze e donne che accettano il nascere della vita nel loro grembo, aiutando famiglie in momenti disperati della loro esistenza, sostenendo bambini e ragazzi e offrendo loro opportunità di crescita.

In questi ultimi anni, poi, la Casa sta proponendo uno stile di volontariato maggiormente adeguato alla società di oggi. Un volontariato competente. I volontari del gruppo AVULSS ad esempio per iniziare il loro cammino all’interno della associazione devono obbligatoriamente fare un Corso Base sostenuto da ottimi specialisti del territorio. Il gruppo di volontari di “Ali di Speranza” invece si incontra mensilmente allo scopo di dare senso e continuità al loro servizio. Il volontario in Casa Accoglienza non solo viene invogliato a prendersi un impegno e mantenerlo, ma anche a fruire del volontariato per crescere come persona attraverso le numerose relazioni che l’ambiente comunitario consente di realizzare. Il volontario diventa costruttore di relazioni con i bambini e con le mamme. Relazioni che aiutano gli operatori nel loro lavoro e che generano ad esempio nei bambini speranze nuove e un modo più positivo di vedere la realtà. Relazioni che a volte continuano anche dopo l’uscita dei nostri ospiti.

La Casa di Accoglienza non smette però di sognare e di progettare cose nuove.

Per celebrare al meglio i 40 anni la Casa sta cercando di realizzare tre progetti: la riqualificazione del murales sul muro di cinta di Via Donna D’Este, la stesura di un nuovo libro di scritti di don Leo e la costruzione ex novo di Casa Ines, un ambiente di accoglienza per neonati che vorremmo realizzare vicino alla comunità in Copiano.

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